Strutture artificiali, e adattamento all’ambiente

accessitendaiglucapannapalafitte L’energia fino ad oggi prodotta e impiegata per le attività umane, ha creato il depauperamento delle risorse naturali e l’inquinamento ambientale, un sistema quindi, basato sullo spreco, che produce inquinamento. In alternativa, si delinea sempre più, la necessità di tutelare gli equilibri ambientali e utilizzare fonti energetiche rinnovabili il sole, vento, l’aria, l’acqua con ciò che definiamo “sostenibilità ambientale” ma, per sostenere l’ambiente bisogna conoscerlo. La definizione “sviluppo sostenibile” o “sostenibilità ambientale” e parente stretto dei termini “ naturale ” “ biologico ” “ ecologico” molto usati ma poco compresi, termini tutti, che fanno riferimento all’ambiente naturale e ai processi in esso contenuti, definito ECOSISTEMA : la cellula, ( la più piccola particella biologica) , racchiude in sé tutti i processi fondamentali della VITA: alimentazione, crescita, riproduzione, difesa dagli attacchi esterni, adattamento a nuove situazioni, invecchiamento e morte; è un individuo allo stato più semplice. Un insieme di cellule che interagiscono e cooperano fra loro, formano un organismo: ( cane, uomo, fiore, fungo serpente…) compiuto nella sua forma e nella sua struttura ed autonomo, ma nello stesso tempo interdipendente con gli altri organismi in un dato ambiente, dando origine ad un ecosistema. Un esempio semplice da visualizzare è lo stagno. Quando uno stagno è esposto alla luce, le alghe liberano ossigeno, necessario agli animali ( pesci, batteri….) che a loro volta producono anidride carbonica, necessaria alle alghe e ad altre piante. La popolazione di pesci è tenuta sotto controllo dai pesci predatori più grandi, creando così un equilibrio necessario allo sviluppo del sistema. Un ecosistema per la sua autonomia è analogo ad un organismo, ma a differenza di...
Etica e tecnica: due dimensioni da intrecciare

Etica e tecnica: due dimensioni da intrecciare

Etica e tecnica Qualità TECNICHE & TECNOLOGIE (obiettivi dei nostri Ecosistemi Residenziali Autosufficienti e Indipendenti) L’ambiente esercita sulla vita dell’uomo, una profonda influenza, tanto, da consentirgli l’esistenza prima e la sopravvivenza poi. Tale influenza si esprime attraverso processi che condizionano e regolano tutte le funzioni vitali dell’Uomo, infatti, ad ogni mutazione ambientale segue una mutazione delle funzioni vitali e psicologica dell’uomo. Più semplicemente: se l’ambiente è sano l’uomo è sano se l’ambiente è malato l’uomo è malato, se le caratteristiche ambientali rispondono alle istanze di sopravvivenza dell’uomo, egli sopravvive, altrimenti si avvia verso la distruzione. Tale consapevolezza è importante che sia presente nella gestione dell’ “ambiente” e degli “ambienti”. E poiché la gestione dell’ambiente e degli ambienti avviene attraverso mezzi tecnici, ne consegue che la tecnica è un mezzo molto potente per tutelare il benessere dell’uomo e gli equilibri ambientali. Ciò premesso, a proposito di tecnica constatiamo che anch’essa è in piena mutazione. Da sempre gli uomini hanno cercato di costruire utensili, macchine e altre tecniche per migliorare le loro condizioni di vita, come per esempio, ridurre la fatica fisica e il tempo. Grazie alla scienza tecnologica è stato possibile accedere a una condizione di vita superiore a quella animale, ricordiamo l’importanza della scoperta del fuoco; che probabilmente fu l’evento più rivoluzionario, per la vita dell’uomo preistorico. Il fuoco portò all’uomo un benessere inestimabile sul piano fisico e su quello emozionale, potè vincere le tenebre, scaldarsi, cuocere il cibo, difendersi dalle fiere e prolungare le ore di veglia. Ma pensiamo anche all’effetto distruttivo del fuoco. Si dice che il fuoco è un buon servitore e un cattivo padrone. La stessa...
Keshe: incontri per la diffusione di conoscenza

Keshe: incontri per la diffusione di conoscenza

Keshe: incontri per la diffusione di conoscenza Cari amici e soci, vi informo che sta nascendo la Independent Free University, un centro di formazione fisico e virtuale, attraverso cui, gruppi di ricercatori si uniranno per dare al genere umano la conoscenza tecnologica necessaria per effettuare il salto epocale che è già in atto. Si è parlato molto di tecnologie, di Free Energy, di Keshe, ed è giunto il momento di realizzare ciò che finora potevamo solo sognare. Ricordo infatti, che non può esservi un cambiamento reale, fintanto che le persone continueranno a dipendere, per quanto riguarda i bisogni primari, dall’entità che comodamente identifichiamo con il nome di Sistema. Per questa brillante idea ringraziamo Giovanni Lapadula, amico di Giuseppe Maiorano, che sta radunando ricercatori da ogni parte, concretizzando in azione ciò che finora era semplicemente pensiero. L’evoluzione della sua azione sta portando alla formazione della Free Independent University. La prima dimostrazione è già avvenuta, ed è consistita in un incontro con Mr. Keshe, fondatore della Keshe Foundation, ed inventore del famoso reattore al plasma (nonché dell’ormai conosciuto Kit CO2), il 15/12/2014. È stato il primo di una serie di incontri che avremo con Mr. Keshe, che si impegna a formare le persone, pubblicamente, in modo da renderle pronte per la fruizione delle nuove tecnologie che pian piano si stanno realizzando. Il primo incontro ha avuto un grande successo, più di mille hanno assistito virtualmente alle sue spiegazioni circa l’interazione dei campi magnetici e gravitazionali, e la generazione della materia (che è poi lo stadio più basso di quel che Keshe chiama “plasma”). Visita il sito Keshe Foundation Italia Sono previsti quindi altri incontri con Keshe,...
Realizzare una stufa pirolitica: una soluzione al problema dell’aumento dei costi del gas

Realizzare una stufa pirolitica: una soluzione al problema dell’aumento dei costi del gas

Realizzare una stufa pirolitica Cari amici e soci, ormai l’inverno è giunto. Il gelo è entrato nelle nostre case, senza alcun preavviso! Ci ritroviamo, come ogni inverno, a dover ricorrere ad un espediente, per poter ricreare quel calore tipico del focolare domestico: il riscaldamento. L’entità a cui abbiamo affibiato, per convenzione, il nome di Sistema (che in realtà si rivela niente altro che noi stessi), ci ha abituato alle comodità e a non fare sforzi. Quindi, è divenuto naturale per noi, limitarci ad alzarsi e ad accendere il riscaldamento autonomo, che normalmente è installato negli appartamenti. Ma, come molti sanno, quest’anno ci ritroveremo una bella sorpresa. Infatti, chi ha seguito gli ultimi accadimenti avvenuti nella disputa per l’indipendenza dell’Ucraina, avrà capito che potrebbe essere necessario correre ai ripari, per risolvere il problema del riscaldamento domestico, dal momento che probabilmente i prezzi del combustibile aumenteranno notevolmente. A questo punto entra in scena l’ingegno, e una piccola dose di manualità. La soluzione per questo problema esiste, e garantisce una parziale indipendenza termica. Questa soluzione (che è solo una delle possibili) si chiama stufa pirolitica. Vediamo a questo punto come realizzare una stufa pirolitica. Ricordiamo che, l’importanza del realizzare questi espedienti non è solamente la riduzione del costo sulla bolletta, ma il raggiungimento di un certo grado di indipendenza, seppur parziale al momento. L’indipendenza è ciò che non rende più ricattabile la persona. Infatti, immaginiamo due scenari, relativamente all’indipendenza termica: il gas nelle nostre case viene offerto dallo Stato gratuitamente (impossibile eh? ma poniamo per assurdo che avvenga) il riscaldamento domestico viene autoprodotto ed autogestito Nel primo scenario, qualora qualcuno decidesse di “staccare” il...

Perché Il Mondo Che Voglio?

Perchè “il mondo che voglio”? Abbiamo assegnato questo nome alla nostra associazione nell’intento di precisare immediatamente alcuni aspetti specifici della nostra missione, frutto delle nostre esperienze e delle nostre ricerche. Abbiamo, infatti, scoperto che ciascuno di noi desidera un mondo diverso da quello che vogliono gli altri. Si tratta spesso di piccole differenze che, nella gran parte dei casi, producono grandi differenze sulla qualità della vita di ciascuno di noi. Per comprendere meglio questa apparente raffinatezza, ipotizziamo che tu ti senta profondamente attratto dalla matematica, oppure dalla letteratura o dall’arte e, a causa del tuo bisogno di sopravvivenza, debba trascurare questi tuoi naturali talenti, conducendo una vita, spesso sacrificata, che ti privi del tempo necessario per dedicarti a ciò che ti attrae e che ti piace di più. Oltre all’aspetto psicologico deteriore che inevitabilmente ne deriverebbe, anche il tuo corpo tenderebbe a sintonizzarsi con la tua mente, in uno stato di malessere crescente, come spiega perfettamente anche la nuovissima neuroscienza che studia questi fenomeni nota con il nome di “psiconeuroendocrinoimmunologia”. Quindi se il mondo che vuoi tu è diverso da quello che desidera il tuo prossimo, come puoi viverci con piacere e soprattutto senza farti del male? La nostra lunga ricerca ci ha dato una risposta adeguata a questa domanda di impressionante attualità, offrendoci una soluzione straordinaria di incredibile semplicità. La nostra struttura di credenze acquisita fino a ieri attravero i modelli formativi e informativi che ci sono stati propinati durante il nostro percorso di vita rappresenta la unica vera forza antagonsta. Per poter illustrare semplicemente la soluzione individuata, abbiamo coniato l’acrostico E.R. A. che sintetizza il nuovo concetto...
MeetingOne a Rovagnate (Lecco) 20-21 settembre 2014

MeetingOne a Rovagnate (Lecco) 20-21 settembre 2014

L’Albero d’Oro nel bosco incantato di Bebec C’era una volta e c’è tutt’ora un bosco raccolto in una valle a ferro di cavallo. Dall’esterno nulla di nuovo, un bosco come tanti. Eppure nei dintorni una strana leggenda s’è insinuata, sussurrata a voce bassa, al limite dell’udibile simile al vento gelido quando nelle notti invernali penetra di soppiatto tra le fessure delle porte. Bene, iniziamo. Si narra che chi entra in quel bosco non ne venga più fuori o, se ci riesce, lo faccia fatalmente trasformato. In meglio? In peggio? Beh, ciò dipende dagli occhi di chi guarda: taluni sostengono che coloro che ne escono paiono del tutto fuori di sé, impazziti senza scampo; altri, più cauti e attenti, non possono fare a meno di notare come quelle persone emanino un’allegrezza che non dipende da nulla, del tutto irragionevole ma proprio per questo terribilmente contagiosa, tanto che per etichettarli è stato inventato un termine apposito: i fuoriusciti. Insomma, i fuoriusciti prima di inoltrarsi nel bosco sono persone all’apparenza comuni. Appunto, solo all’apparenza, perché quel luogo chiama a sé con apparecchiature arcaiche a tutt’oggi incomprese, solo coloro che, di volta in volta, esso stesso reputa essere pronti. Capita infatti che i pigri, gli eterni annoiati sentano una repulsione automatica per quel luogo che evitano scrupolosamente, mentre i curiosi, perennemente inquieti e vispi, ne subiscano un’irresistibile fascinazione che li strega e li attrae. Ma veniamo al dunque. Pare che in quel bosco si svolga qualcosa che sconfessa e irride tutte le leggi della fisica nota: il tempo non esiste, o meglio, si entra in uno spazio impreciso all’interno del tempo dove accadono...