Perché Il Mondo Che Voglio?

ilmondochevoglio

Perchè “il mondo che voglio”?

Abbiamo assegnato questo nome alla nostra associazione nell’intento di precisare immediatamente alcuni aspetti specifici della nostra missione, frutto delle nostre esperienze e delle nostre ricerche.

Abbiamo, infatti, scoperto che ciascuno di noi desidera un mondo diverso da quello che vogliono gli altri. Si tratta spesso di piccole differenze che, nella gran parte dei casi, producono grandi differenze sulla qualità della vita di ciascuno di noi.

Per comprendere meglio questa apparente raffinatezza, ipotizziamo che tu ti senta profondamente attratto dalla matematica, oppure dalla letteratura o dall’arte e, a causa del tuo bisogno di sopravvivenza, debba trascurare questi tuoi naturali talenti, conducendo una vita, spesso sacrificata, che ti privi del tempo necessario per dedicarti a ciò che ti attrae e che ti piace di più.

Oltre all’aspetto psicologico deteriore che inevitabilmente ne deriverebbe, anche il tuo corpo tenderebbe a sintonizzarsi con la tua mente, in uno stato di malessere crescente, come spiega perfettamente anche la nuovissima neuroscienza che studia questi fenomeni nota con il nome di “psiconeuroendocrinoimmunologia”.

Quindi se il mondo che vuoi tu è diverso da quello che desidera il tuo prossimo, come puoi viverci con piacere e soprattutto senza farti del male?

La nostra lunga ricerca ci ha dato una risposta adeguata a questa domanda di impressionante attualità, offrendoci una soluzione straordinaria di incredibile semplicità.

La nostra struttura di credenze acquisita fino a ieri attravero i modelli formativi e informativi che ci sono stati propinati durante il nostro percorso di vita rappresenta la unica vera forza antagonsta.

Per poter illustrare semplicemente la soluzione individuata, abbiamo coniato l’acrostico E.R. A. che sintetizza il nuovo concetto di “Ecosistema Residenziale Autosufficiente” assolutamente innovativo rispetto a tutte le esperienze già vissute nel secolo scorso.

In sostanza si tratta di prima “comporre sulla carta” e poi realizzare piccoli aggregati rurali o urbani, composti da pochi individui residenti che riescano a vivere in modo soddisfacente, pacifico e autosufficiente condividendo i propri talenti nella maggior parte del tenpo della loro esistenza. E’ evidente che un tale aggregato sarebbe il risultato di una composizione eterogenea di individui che possano integrare tra loro i propri talenti al fine di raggiungere l’obiettivo proposto.

Tutto ciò potrebbe avvenire nel totale rispetto della privacy individuale, non necessariamente nello stesso luogo, senza rinuniciare ad alcuna comodità, condividendo semplicemente attività e risorse occasionali di comune interesse. Esempi di condivisione potrebbero essere, luoghi di produzione del cibo, automezzi, attrezzature, sistemi di depurazione delle acque e smatimento rifiuti, ecc…

I risultati ottenuti, soprattutto in termini di qualità di vita, per non pensare all’eccellenza individuale nell’esprimere i propri talenti per tutto il tempo che si desidera, sono indiscutibili.

Grazie alle nuove tecnologie e soprattutto a quelle che riguardano il trattamento delle informazioni, oggi è enormemente più semplice “comporre” aggregazioni funzionali che realizzino un E.R.A.. Giocando su questo acrostico potremmo affermare che questa soluzione ci porta direttamente verso una nuova Era dove tante piccole cellule residenziali “sane” possono aggregarsi tra loro per comporre nuove realtà residenziali più complesse utili, per esempio, ad organizzare nuove tipologie di fabbriche a misura d’uomo e nel totale rispetto della natura.

Si dovrebbe comprende bene, a questo punto, la ragione per cui abbiamo scartato l’ipotesi di denominare la nostra associazione “il mondo che vogliamo” che riteniamo addirittura in antitesi alla nostra missione di offrire a ciascuno di noi il mondo che desidera.

A maggior ragione abbiamo escluso l’ipotesi di chiamarla “il mondo che vorrei”, in quanto avrebbe presupposto incertezze sui nostri obiettivi e addirittura condizionamenti di varia natura che nella nostra idea risultano totalmente assenti o inconsistenti.

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