Progetto Stufa Pirolitica

L’energia è sempre la stessa, pur assumendo molte forme. Una di queste è la forma alla quale siamo soliti dare l’appellativo di energia termica.

La forma termica è, fondamentalmente, la più importante che l’energia assume. Infatti, da essa, tramite la conversione in lavoro meccanico, riusciamo ad ottenere quell’elettricità che correntemente utilizziamo nelle nostre abitazioni.

La forma termica è la più importante anche perché è la più semplice da ottenere, ed è quella con cui noi ci scaldiamo nelle fredde notti invernali.

Tuttavia, non siamo bravi nell’ottenerla, nel quotidiano: di converso, siamo estremamente inefficienti.

Per fortuna, ogni tanto avviene qualche cambiamento nel piccolo (che poi cambiamento non è). In questo caso infatti, introduciamo una piccola invenzione: la stufa pirolitica!

Questo piccolo dispositivo è stato ideato da un italiano, lombardo per la precisione, e il suo funzionamento è estremamente semplice. Ciò che accade è che, all’ignizione, si innalza la temperatura grazie alla combustione di una parte del carburante; una volta raggiunta una certa temperatura, viene innescato il processo di piròlisi, mediante il quale si produce gas (metano, azoto, idrogeno e altri) che brucerà al posto del combustibile inserito nella stufa (che invece verrà carbonizzato senza combustione proprio dal processo di piròlisi).

La stufa pirolitica consente quindi di

  • abbattere i costi di riscaldamento domestico
  • ottenere una parziale indipendenza termica, per tutta la vita (fattore più importante)
  • produrre carbone attivo (altrimenti chiamato biochar), un ottimo fertilizzante, utile per chi vuole avere anche un’indipendenza alimentare implementando soluzioni come la serra idroponica (o aeroponica), oppure in ottica di permacultura

Nel video seguente, due ragazzi ci spiegano il funzionamento di questo modello:

In particolare, i due ragazzi, Irene Criscuoli e Davide Caregnato, hanno inventato la stufa Elsa, il modello esposto nel video, per poterla portare nei paesi del terzo mondo.

Infatti, la Elsa è realizzabile a bassissimo costo, a partire da una lamiera. Nel sito Blucomb si possono scaricare (previa registrazione) le istruzioni e il disegno da stampare sulla lamiera, per poterne costruire una.

In alternativa, è disponibile anche qui la versione in formato zip dei due files PDF.

Scarica il file zip

Vai al sito Blucomb

10 Commenti

  1. Stupenda ragazzi! ho scaricato i progetti, ne voglio costruire una anch’io :), se non trovo i pezzi li ordino in Blucomb 🙂 viva la libertà!!

    Rispondi
    • buona sera ho provato a registrarmi sul sito Blucomb ma non sono in grado di procedere dopo la registrazione,mi piacerebbe scaricarmi il progetto.Qualcuno puo aiutarmi?Grazie

      Rispondi
  2. Ottimo materiale, grazie per la condivisione!

    Rispondi
  3. .. non capisco… serve anche per riscaldare?… che dimensioni hanno…?

    Rispondi
    • sì, riscalda, le dimensioni sono ridotte, sarà alta circa 30-40 centimetri

      Rispondi
      • Mah. In che anno siamo? Io sono nel 2017. Sono finito qui per caso e ho trovato questa faccenda della stufa pirolitica. Io ne ho ordinata una dalla blucomb, modello Elsa. Devo dire che non l’ho mai provata. Il manuale che la accompagna dice di non usarla in luoghi chiusi perchè i fumi tossici possono causare gravi danni alla salute o la morte…. perciò attenzione a dire che riscalda. C’è chi la utilizza con una canna fumaria, il problema è che quando si spegne emette una gran quantità di monossido di carbonio. Il suo utilizzo è quello suggerito dal video: cucinare all’aperto utilizzando scarti di potatura, kernel o pellet. Deve trattarsi di materiale secco.
        Angelo

        Rispondi
        • basta utilizzare uno scambiatore di calore che isoli i fumi all’esterno e scambi calore con l’interno

          Rispondi
  4. Credo che il principio sia il medesimo utilizzato dai ” gasogeni “, circa settanta anni fa.
    Durante la seconda guerra mondiale erano utilizzati per sopperire alla mancanza dei carburanti per i motori a combustione interna, quelli delle automobili.
    Erano più che altro impiegati per l’ uso civile.
    In pratica nei cilindri dei motori venivano iniettati i gas prodotti riscaldando le biomasse, opportunamente miscelati con ossigeno atmosferico ( ovviamente ).
    Il rendimento dei motori era sicuramente inferiore, rispetto l’ alimentazione con i combustibili previsti, più che altro benzina.
    Ma, sempre meglio a legna che a piedi !
    Probabilmente, in linea di principio, un motore a scoppio specificamente progettato per bruciare i gas prodotti attraverso questo metodo, potrebbe avere un rendimento apprezzabilmente migliore.
    Credo che realizzerò un modello sperimentale di questa stufa.
    Per effettuare qualche misurazione, anche.
    Potrei partire da un tubo di stufa da 120 mm, ne ho qualche pezzo da qualche parte, in laboratorio.

    Rispondi
  5. BUonasera, non ho capito bene si può usare in casa o no!. e se si come ?
    grazie

    Rispondi
    • salve. per usarla in casa è meglio fabbricare una struttura apposita adibita a scambiatore di calore. Si possono comprare degli scambiatori di calore per poche decine di euro. In questo modo non c’è rischio che i fumi (molto ridotti) invadano la casa.

      Rispondi

Rispondi