Keshe: incontri per la diffusione di conoscenza

Keshe: incontri per la diffusione di conoscenza

Keshe: incontri per la diffusione di conoscenza Cari amici e soci, vi informo che sta nascendo la Independent Free University, un centro di formazione fisico e virtuale, attraverso cui, gruppi di ricercatori si uniranno per dare al genere umano la conoscenza tecnologica necessaria per effettuare il salto epocale che è già in atto. Si è parlato molto di tecnologie, di Free Energy, di Keshe, ed è giunto il momento di realizzare ciò che finora potevamo solo sognare. Ricordo infatti, che non può esservi un cambiamento reale, fintanto che le persone continueranno a dipendere, per quanto riguarda i bisogni primari, dall’entità che comodamente identifichiamo con il nome di Sistema. Per questa brillante idea ringraziamo Giovanni Lapadula, amico di Giuseppe Maiorano, che sta radunando ricercatori da ogni parte, concretizzando in azione ciò che finora era semplicemente pensiero. L’evoluzione della sua azione sta portando alla formazione della Free Independent University. La prima dimostrazione è già avvenuta, ed è consistita in un incontro con Mr. Keshe, fondatore della Keshe Foundation, ed inventore del famoso reattore al plasma (nonché dell’ormai conosciuto Kit CO2), il 15/12/2014. È stato il primo di una serie di incontri che avremo con Mr. Keshe, che si impegna a formare le persone, pubblicamente, in modo da renderle pronte per la fruizione delle nuove tecnologie che pian piano si stanno realizzando. Il primo incontro ha avuto un grande successo, più di mille hanno assistito virtualmente alle sue spiegazioni circa l’interazione dei campi magnetici e gravitazionali, e la generazione della materia (che è poi lo stadio più basso di quel che Keshe chiama “plasma”). Visita il sito Keshe Foundation Italia Sono previsti quindi altri incontri con Keshe,...
Realizzare una stufa pirolitica: una soluzione al problema dell’aumento dei costi del gas

Realizzare una stufa pirolitica: una soluzione al problema dell’aumento dei costi del gas

Realizzare una stufa pirolitica Cari amici e soci, ormai l’inverno è giunto. Il gelo è entrato nelle nostre case, senza alcun preavviso! Ci ritroviamo, come ogni inverno, a dover ricorrere ad un espediente, per poter ricreare quel calore tipico del focolare domestico: il riscaldamento. L’entità a cui abbiamo affibiato, per convenzione, il nome di Sistema (che in realtà si rivela niente altro che noi stessi), ci ha abituato alle comodità e a non fare sforzi. Quindi, è divenuto naturale per noi, limitarci ad alzarsi e ad accendere il riscaldamento autonomo, che normalmente è installato negli appartamenti. Ma, come molti sanno, quest’anno ci ritroveremo una bella sorpresa. Infatti, chi ha seguito gli ultimi accadimenti avvenuti nella disputa per l’indipendenza dell’Ucraina, avrà capito che potrebbe essere necessario correre ai ripari, per risolvere il problema del riscaldamento domestico, dal momento che probabilmente i prezzi del combustibile aumenteranno notevolmente. A questo punto entra in scena l’ingegno, e una piccola dose di manualità. La soluzione per questo problema esiste, e garantisce una parziale indipendenza termica. Questa soluzione (che è solo una delle possibili) si chiama stufa pirolitica. Vediamo a questo punto come realizzare una stufa pirolitica. Ricordiamo che, l’importanza del realizzare questi espedienti non è solamente la riduzione del costo sulla bolletta, ma il raggiungimento di un certo grado di indipendenza, seppur parziale al momento. L’indipendenza è ciò che non rende più ricattabile la persona. Infatti, immaginiamo due scenari, relativamente all’indipendenza termica: il gas nelle nostre case viene offerto dallo Stato gratuitamente (impossibile eh? ma poniamo per assurdo che avvenga) il riscaldamento domestico viene autoprodotto ed autogestito Nel primo scenario, qualora qualcuno decidesse di “staccare” il...

Perché Il Mondo Che Voglio?

Perchè “il mondo che voglio”? Abbiamo assegnato questo nome alla nostra associazione nell’intento di precisare immediatamente alcuni aspetti specifici della nostra missione, frutto delle nostre esperienze e delle nostre ricerche. Abbiamo, infatti, scoperto che ciascuno di noi desidera un mondo diverso da quello che vogliono gli altri. Si tratta spesso di piccole differenze che, nella gran parte dei casi, producono grandi differenze sulla qualità della vita di ciascuno di noi. Per comprendere meglio questa apparente raffinatezza, ipotizziamo che tu ti senta profondamente attratto dalla matematica, oppure dalla letteratura o dall’arte e, a causa del tuo bisogno di sopravvivenza, debba trascurare questi tuoi naturali talenti, conducendo una vita, spesso sacrificata, che ti privi del tempo necessario per dedicarti a ciò che ti attrae e che ti piace di più. Oltre all’aspetto psicologico deteriore che inevitabilmente ne deriverebbe, anche il tuo corpo tenderebbe a sintonizzarsi con la tua mente, in uno stato di malessere crescente, come spiega perfettamente anche la nuovissima neuroscienza che studia questi fenomeni nota con il nome di “psiconeuroendocrinoimmunologia”. Quindi se il mondo che vuoi tu è diverso da quello che desidera il tuo prossimo, come puoi viverci con piacere e soprattutto senza farti del male? La nostra lunga ricerca ci ha dato una risposta adeguata a questa domanda di impressionante attualità, offrendoci una soluzione straordinaria di incredibile semplicità. La nostra struttura di credenze acquisita fino a ieri attravero i modelli formativi e informativi che ci sono stati propinati durante il nostro percorso di vita rappresenta la unica vera forza antagonsta. Per poter illustrare semplicemente la soluzione individuata, abbiamo coniato l’acrostico E.R. A. che sintetizza il nuovo concetto...
Il mental detector scopre l’inconscio

Il mental detector scopre l’inconscio

Il 13 settembre, l’Accademia della Luce ha proposto un evento, che ha chiamato Il mental detector scopre l’inconscio. Dal momento che l’Accademia è un’associazione con cui Il Mondo Che Voglio collabora, e visto l’interesse relativo all’evento, sono andato a fare funzione di reporter. Fondamentalmente si è trattato della presentazione di un’apparecchiatura elettronica, mental detector, che abbinato alla tecnica REIMA, aiuta le persone a liberare le cariche emotive legate a ricordi del passato (in questa vita e/o in altre). Lo strumento presentato è molto semplice: un’apparecchiatura che rileva una differenza di potenziale (che non è costante in tutto il corpo umano), munita di un paio di “lattine” atte ad essere tenute in mano. Sta di fatto che tra le mani viene creata una differenza di potenziale di tipo elettrico, ogni qualvolta la mente viene attraversata da una carica emotiva, che normalmente è legata a un pensiero, sia esso un ricordo, sia un pensiero immaginativo. A molti è ormai noto che i pensieri sono e generano vibrazioni, quindi anche cariche elettriche, che poi sono anch’esse vibrazioni (ogni particella infatti rappresenta un moto vibratorio). Questo strumento rileva le cariche che, accumulandosi in un punto, generano un potenziale. A partire da questo principio, viene utilizzato questo strumento, che rappresenta tuttavia solo un rilevatore di differenza di potenziale. Un tale dispositivo è chiaramente inefficace, se utilizzato da persone inesperte. Si rivela invece un potente strumento se usato da personale con una competenza tale da poterne interpretare efficacemente i rilevamenti, come nel caso di Flavio Zambon e Maurice, dell’Accademia della Luce. Tramite la loro conoscenza dello strumento infatti, sono in grado di interpretarne i rilevamenti, ossia i...