Etica e tecnica: due dimensioni da intrecciare

Etica e tecnica: due dimensioni da intrecciare

Etica e tecnica

Qualità TECNICHE & TECNOLOGIE

(obiettivi dei nostri Ecosistemi Residenziali Autosufficienti e Indipendenti)

L’ambiente esercita sulla vita dell’uomo, una profonda influenza, tanto, da consentirgli l’esistenza prima e la sopravvivenza poi.
Tale influenza si esprime attraverso processi che condizionano e regolano tutte le funzioni vitali dell’Uomo, infatti, ad ogni mutazione ambientale segue una mutazione delle funzioni vitali e psicologica dell’uomo.
Più semplicemente:
se l’ambiente è sano l’uomo è sano se l’ambiente è malato l’uomo è malato, se le caratteristiche ambientali rispondono alle istanze di sopravvivenza dell’uomo, egli sopravvive, altrimenti si avvia verso la distruzione.

Tale consapevolezza è importante che sia presente nella gestione dell’ “ambiente” e degli “ambienti”.

E poiché la gestione dell’ambiente e degli ambienti avviene attraverso mezzi tecnici, ne consegue che la tecnica è un mezzo molto potente per tutelare il benessere dell’uomo e gli equilibri ambientali.

Ciò premesso, a proposito di tecnica constatiamo che anch’essa è in piena mutazione.

Da sempre gli uomini hanno cercato di costruire utensili, macchine e altre tecniche per migliorare le loro condizioni di vita, come per esempio, ridurre la fatica fisica e il tempo.

Grazie alla scienza tecnologica è stato possibile accedere a una condizione di vita superiore a quella animale, ricordiamo l’importanza della scoperta del fuoco; che probabilmente fu l’evento più rivoluzionario, per la vita dell’uomo preistorico.

Il fuoco portò all’uomo un benessere inestimabile sul piano fisico e su quello emozionale, potè vincere le tenebre, scaldarsi, cuocere il cibo, difendersi dalle fiere e prolungare le ore di veglia.

Ma pensiamo anche all’effetto distruttivo del fuoco. Si dice che il fuoco è un buon servitore e un cattivo padrone.

La stessa riflessione è valida anche per la moderna tecnologia; più che mai indispensabile e onnipresente, costituisce oggi il cuore delle società moderne; le sue applicazioni sono molteplici, includono procedimenti meccanici, elettrici, elettronici, informatici e molto di più…

Ma ogni medaglia ha il suo rovescio, sebbene la tecnologia è destinata idealmente a coadiuvare e migliorare la vita dell’umanità è pur vero che ha provocato una disumanizzazione della società, il degrado culturale e ambientale.

Ne consegue, cha la tecnologia può liberare l’umanità, ma può anche distruggerla.

Mi rendo conto della difficoltà a comprendere gli effetti malsani, nascosti e impercettibili nell’immediato, di molte tecniche, rispetto, per esempio agli effetti distruttivi del fuoco: più visibili, immediati e noti all’esperienza umana, ciò nonostante il problema esiste.

Il problema però non è la tecnologia o la tecnica in sé stesse, ma quali, come e quando utilizzarle, criteri al momento permeati di SOGGETTIVITÀ per cui è sempre più difficile distinguere tra :

informazione obiettiva e informazione di parte,
tra interessi corporativi e interessi generali.

Circostanza che pone la questione sul un altro piano, il piano dell’ETICA.

L’ETICA; altro punto dolente.

A Proposito cito testualmente quanto ha scritto un filosofo contemporaneo “ Emanuele Severino”, che afferma :

“Quando ci si chiede quale etica debba essere oggi adottata dalla scienza e dalla tecnica, non si scorge
che la tecnica, guidata dalla scienza moderna, è ormai la forma suprema di etica…”

intendendo dire che la SCIENZA e la TECNICA e il loro INCREMENTO si pongono come valore assoluto e si presentano oggi come la promozione più potente della vita sulla terra.
Ma come ciò può essere possibile, se la ragione scientifica e tecnologica, guidata da una volontà di potenza,
ha come suo fondamento, la radice stessa della distruzione ?

Come può una scienza senz’anima, fondata su un “assoluta perfezione di mezzi e una assoluta ignoranza di fini garantire la qualità ambientale, la sopravvivenza, il benessere e la pace dell’umanità?

A questo punto si pone una presa di coscienza globale, che può, a mio avviso, avvenire solo attraverso lo sviluppo delle coscienze individuali, perché non è possibile risolvere questioni così importanti, che riguardano l’umanità intera, ciascuno di noi, affidandoci solo a gruppi ecologisti o politici.

La nostra salute, il nostro benessere è affar nostro, dobbiamo assumercene la responsabilità. Dobbiamo avere fiducia in noi stessi ed esigere di controllare personalmente gli eventi della nostra Vita e anche quelli della Morte, sottraendoli a ingranaggi estranei al nostro sviluppo.

Circostanza che non tarderà a realizzarsi se pensiamo che moltissime persone oggi, rispetto al passato hanno acquisito nuove abitudini per la tutela della salute di se stessi:

  • fanno regolarmente esercizi fisici,
  • hanno ridotto notevolmente il consumo di grassi e il fumo
  • il numero di negozi di cibi naturali è in aumentato…

Queste nuove abitudini, anche se spesso costituiscono ulteriori motivi di inganno e speculazione, decisamente segnano una profonda trasformazione.

Con la ormai in atto grande trasformazione, è urgente concentrarsi di più sull’influenza dell’ambiente sulla nostra salute.

Ma per giungere a tanto, è necessario che ognuno di noi impari a conoscere le STRUTTURE UNIVERSALI di cui facciamo parte e la gerarchia in cui sono disposte, a conoscere tutto ciò che riguarda le vicende umane e gli eventi sociali, come pure i fenomeni naturali, il regno biologico, il regno della psiche e quello spirituale, a conoscere la terra, il sistema solare e l’universo…….. e a riflettere su noi stessi.

Finche continueremo a distruggere i regni inferiori non conosceremo né la salute né la pace e se continueremo a vivere solamente nel mondo degli effetti ignorando il regno delle cause, non comprenderemo che il mondo delle apparenze nel quale ci dibattiamo, procede da una realtà UNIVERSALE ove regnano ordine e armonia.

Impariamo a comprendere che il

VISIBILE è in effetti, un’emanazione dell’INVISIBILE e il FINITO un estensione dell’INFINITO.
Prigionieri della ragione, costruiamo la nostra vita su basi giudicate razionali ma ,ahimè, fragili come
gli ideali che perseguiamo.

LA NATURA NON SI PIEGA AL DOMINIO DELL’UOMO

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